Intramoenia: una risorsa per il Servizio Sanitario Nazionale – Intervento di Luciana Cois, Segretaria Generale Cisl Medici
Il tema della libera professione intramoenia torna periodicamente al centro del confronto pubblico, spesso accompagnato da critiche e posizioni polarizzate.
Come sottolinea Luciana Cois, Segretaria Generale CISL Medici, nel suo intervento su Panorama della Sanità è invece necessario riportare la discussione su basi oggettive, analizzando con equilibrio il ruolo che questo istituto svolge all’interno del Servizio sanitario nazionale.
«Quando si parla di intramoenia – afferma Cois – è fondamentale non demonizzarla. Si tratta di un’attività regolata, svolta al di fuori dell’orario di servizio, che non sottrae tempo né energie all’attività istituzionale garantita dal Servizio sanitario nazionale».
Non riduce le prestazioni pubbliche
Il primo elemento da chiarire riguarda proprio il tempo di lavoro: l’attività intramoenia viene esercitata oltre l’orario ordinario e non incide sull’erogazione delle prestazioni istituzionali. Non si tratta quindi di un’alternativa al servizio pubblico, ma di un’attività aggiuntiva, svolta nel rispetto delle regole contrattuali.
Contribuisce ad alleggerire le liste d’attesa
Un secondo aspetto riguarda l’impatto sulle liste d’attesa. Una parte dei cittadini sceglie consapevolmente il percorso intramoenia, riducendo la pressione sui canali ordinari e contribuendo, di fatto, a snellire i tempi del sistema pubblico.
Produce risorse per le aziende sanitarie
L’intramoenia non genera benefici soltanto per il professionista, ma anche per il sistema. Una quota dei compensi viene trattenuta dalle aziende sanitarie, che possono reinvestire queste risorse per migliorare organizzazione, servizi e qualità dell’assistenza. Si tratta dunque di un meccanismo che, se ben gestito, può rafforzare il funzionamento complessivo del SSN.
Sostiene la permanenza dei medici nel SSN
Infine, vi è un tema economico non secondario. L’attività intramoenia rappresenta un’integrazione al reddito per medici che, in molti casi, percepiscono retribuzioni inferiori rispetto ai colleghi europei. Consentire questa opportunità significa anche rendere il Servizio sanitario nazionale più attrattivo e contrastare la fuga di professionisti verso il privato o verso l’estero.
Per queste ragioni, secondo CISL Medici, la libera professione intramoenia non dovrebbe essere oggetto di contrapposizioni ideologiche, ma considerata uno strumento utile, purché regolato con chiarezza e trasparenza.
«Se ben disciplinata – conclude Cois – può rappresentare un valore aggiunto sia per il sistema sanitario sia per i cittadini, contribuendo a garantire sostenibilità, qualità e tenuta del servizio pubblico».
Intramoenia: una risorsa per il Servizio Sanitario Nazionale – Intervento di Luciana Cois, Segretaria Generale Cisl Medici
Il tema della libera professione intramoenia torna periodicamente al centro del confronto pubblico, spesso accompagnato da critiche e posizioni polarizzate.
Come sottolinea Luciana Cois, Segretaria Generale CISL Medici, nel suo intervento su Panorama della Sanità è invece necessario riportare la discussione su basi oggettive, analizzando con equilibrio il ruolo che questo istituto svolge all’interno del Servizio sanitario nazionale.
«Quando si parla di intramoenia – afferma Cois – è fondamentale non demonizzarla. Si tratta di un’attività regolata, svolta al di fuori dell’orario di servizio, che non sottrae tempo né energie all’attività istituzionale garantita dal Servizio sanitario nazionale».
Non riduce le prestazioni pubbliche
Il primo elemento da chiarire riguarda proprio il tempo di lavoro: l’attività intramoenia viene esercitata oltre l’orario ordinario e non incide sull’erogazione delle prestazioni istituzionali. Non si tratta quindi di un’alternativa al servizio pubblico, ma di un’attività aggiuntiva, svolta nel rispetto delle regole contrattuali.
Contribuisce ad alleggerire le liste d’attesa
Un secondo aspetto riguarda l’impatto sulle liste d’attesa. Una parte dei cittadini sceglie consapevolmente il percorso intramoenia, riducendo la pressione sui canali ordinari e contribuendo, di fatto, a snellire i tempi del sistema pubblico.
Produce risorse per le aziende sanitarie
L’intramoenia non genera benefici soltanto per il professionista, ma anche per il sistema. Una quota dei compensi viene trattenuta dalle aziende sanitarie, che possono reinvestire queste risorse per migliorare organizzazione, servizi e qualità dell’assistenza. Si tratta dunque di un meccanismo che, se ben gestito, può rafforzare il funzionamento complessivo del SSN.
Sostiene la permanenza dei medici nel SSN
Infine, vi è un tema economico non secondario. L’attività intramoenia rappresenta un’integrazione al reddito per medici che, in molti casi, percepiscono retribuzioni inferiori rispetto ai colleghi europei. Consentire questa opportunità significa anche rendere il Servizio sanitario nazionale più attrattivo e contrastare la fuga di professionisti verso il privato o verso l’estero.
Per queste ragioni, secondo CISL Medici, la libera professione intramoenia non dovrebbe essere oggetto di contrapposizioni ideologiche, ma considerata uno strumento utile, purché regolato con chiarezza e trasparenza.
«Se ben disciplinata – conclude Cois – può rappresentare un valore aggiunto sia per il sistema sanitario sia per i cittadini, contribuendo a garantire sostenibilità, qualità e tenuta del servizio pubblico».
Guarda il video
Articoli Recenti
Commenti Recenti