Fondo residui 2025 AUSL Romagna: un’opportunità per valorizzare il lavoro dei dirigenti sanitari della Romagna
Quasi 3 milioni di euro destinati a progetti di qualità, innovazione e formazione. Ecco cosa prevede l’accordo e come i dirigenti possono accedere alle risorse.
Ogni anno i fondi contrattuali destinati alla Dirigenza Sanitaria non vengono utilizzati interamente. Le somme che rimangono disponibili, i cosiddetti “fondi residui”, non possono essere distribuite indistintamente ai professionisti, ma devono essere destinate, attraverso la contrattazione sindacale, a specifici progetti di valorizzazione professionale previsti dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.
Per il 2026, grazie all’accordo sottoscritto tra AUSL della Romagna e le organizzazioni sindacali della Dirigenza Area Sanità, sono stati destinati 2.950.933 euro a progetti finalizzati al miglioramento della qualità dei servizi, dell’organizzazione sanitaria e delle competenze professionali.
Cosa sono i fondi residui?
I fondi contrattuali della Dirigenza Sanitaria sono costituiti principalmente da due “contenitori”:
il Fondo di risultato, collegato al raggiungimento degli obiettivi di budget
il Fondo di posizione, destinato agli incarichi professionali e organizzativi ricoperti dai dirigenti.
Negli ultimi anni, soprattutto il Fondo di posizione non è stato completamente utilizzato, anche perché molti incarichi non sono stati assegnati. Le risorse residue, come da contratto, devono essere gestite in accordo con le organizzazioni sindacali, in modo tale da essere destinate in attività e alta programmazione per garantire un miglioramento concreto dell’organizzazione e dei servizi sanitari.
A cosa serviranno le risorse del 2025?
L’accordo prevede che le risorse residue dell’anno 2025 finanzino progetti di miglioramento, capaci di valorizzare il lavoro dei professionisti e rispondere alle esigenze organizzative dell’Azienda.
Tra gli ambiti individuati figurano:
miglioramento della qualità delle cure;
innovazione organizzativa;
continuità assistenziale;
integrazione tra ospedale e territorio;
sviluppo e consolidamento delle competenze professionali;
attività di ricerca;
formazione e aggiornamento;
tutoraggio degli specializzandi.
Proprio quest’ultimo aspetto rappresenta un risultato importante ottenuto anche grazie al contributo di CISL Medici: tra le progettualità finanziabili rientrano infatti anche le attività di formazione sul campo e tutoraggio dei medici in formazione specialistica, riconoscendo il valore dell’impegno formativo svolto dai dirigenti sanitari.
Chi può partecipare?
Possono aderire ai progetti:
i dirigenti sanitari con rapporto esclusivo con l’Azienda;
ciascun professionista può partecipare fino a due progetti nello stesso anno;
la partecipazione effettiva dovrà essere certificata dal responsabile del progetto;
la liquidazione del compenso è subordinata anche alla verifica del saldo orario positivo al termine dell’attività progettuale.
Quanto viene riconosciuto?
L’accordo individua cinque fasce economiche di valorizzazione, in base alla complessità del progetto, alle competenze richieste e al livello di coinvolgimento del professionista:
2.000 euro
3.000 euro
4.000 euro
5.000 euro
6.000 euro
Le quote possono essere rimodulate in funzione dell’effettiva partecipazione del dirigente al progetto.
Quali progetti possono essere presentati?
Le progettualità possono riguardare attività molto diverse, purché producano un miglioramento concreto dell’organizzazione o della qualità dei servizi.
Tra gli esempi già sviluppati negli anni precedenti e illustrati durante il webinar organizzato da CISL Medici Emilia Romagna figurano:
riduzione delle liste d’attesa;
supporto alle attività di Pronto Soccorso;
percorsi assistenziali integrati;
progetti di formazione specialistica;
ambulatori dedicati;
miglioramento dei percorsi di cura;
iniziative di integrazione tra ospedale e territorio.
L’obiettivo non è aumentare semplicemente il volume di attività, ma investire sulla qualità, sulla formazione, sull’innovazione organizzativa e sul miglioramento dei percorsi assistenziali.
Come si presenta un progetto?
I criteri per la predisposizione e la validazione delle progettualità sono definiti dall’accordo applicativo aziendale già in vigore.
Le proposte vengono elaborate dalle Unità Operative e dai Dipartimenti, valutate dalla Direzione Sanitaria e successivamente validate dall’Organismo Aziendale competente, sulla base di obiettivi misurabili, indicatori di risultato e modalità di rendicontazione.
L’impegno di CISL Medici: trasparenza e pari opportunità
Contestualmente alla firma dell’accordo, CISL Medici Romagna ha allegato una specifica nota a verbale nella quale chiede:
maggiore trasparenza nella diffusione delle informazioni sui progetti;
criteri chiari di assegnazione delle risorse;
adeguata informazione all’interno dei Dipartimenti;
rotazione delle progettualità rispetto agli anni precedenti, soprattutto quando le richieste superano il budget disponibile.
L’obiettivo è fare in modo che tutti i dirigenti abbiano la possibilità di conoscere le opportunità offerte dai fondi residui e partecipare in condizioni di equità.
A chi rivolgersi
I dirigenti interessati possono chiedere informazioni:
al Direttore della propria Unità Operativa;
al Direttore di Dipartimento, per conoscere le progettualità attive o in fase di predisposizione;
ai referenti di CISL Medici Romagna, che sono a disposizione per fornire chiarimenti sull’accordo, sui requisiti di partecipazione e sulle modalità di accesso ai progetti.
L’invito di CISL Medici è quello di cogliere questa opportunità: i fondi residui rappresentano una risorsa importante per riconoscere il valore del lavoro dei dirigenti sanitari e promuovere progetti che migliorino concretamente l’organizzazione, la qualità dell’assistenza e la crescita professionale all’interno dell’AUSL della Romagna.
Fondo residui 2025 AUSL Romagna: un’opportunità per valorizzare il lavoro dei dirigenti sanitari della Romagna
Quasi 3 milioni di euro destinati a progetti di qualità, innovazione e formazione. Ecco cosa prevede l’accordo e come i dirigenti possono accedere alle risorse.
Ogni anno i fondi contrattuali destinati alla Dirigenza Sanitaria non vengono utilizzati interamente. Le somme che rimangono disponibili, i cosiddetti “fondi residui”, non possono essere distribuite indistintamente ai professionisti, ma devono essere destinate, attraverso la contrattazione sindacale, a specifici progetti di valorizzazione professionale previsti dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.
Per il 2026, grazie all’accordo sottoscritto tra AUSL della Romagna e le organizzazioni sindacali della Dirigenza Area Sanità, sono stati destinati 2.950.933 euro a progetti finalizzati al miglioramento della qualità dei servizi, dell’organizzazione sanitaria e delle competenze professionali.
Cosa sono i fondi residui?
I fondi contrattuali della Dirigenza Sanitaria sono costituiti principalmente da due “contenitori”:
Negli ultimi anni, soprattutto il Fondo di posizione non è stato completamente utilizzato, anche perché molti incarichi non sono stati assegnati. Le risorse residue, come da contratto, devono essere gestite in accordo con le organizzazioni sindacali, in modo tale da essere destinate in attività e alta programmazione per garantire un miglioramento concreto dell’organizzazione e dei servizi sanitari.
A cosa serviranno le risorse del 2025?
L’accordo prevede che le risorse residue dell’anno 2025 finanzino progetti di miglioramento, capaci di valorizzare il lavoro dei professionisti e rispondere alle esigenze organizzative dell’Azienda.
Tra gli ambiti individuati figurano:
Proprio quest’ultimo aspetto rappresenta un risultato importante ottenuto anche grazie al contributo di CISL Medici: tra le progettualità finanziabili rientrano infatti anche le attività di formazione sul campo e tutoraggio dei medici in formazione specialistica, riconoscendo il valore dell’impegno formativo svolto dai dirigenti sanitari.
Chi può partecipare?
Possono aderire ai progetti:
Quanto viene riconosciuto?
L’accordo individua cinque fasce economiche di valorizzazione, in base alla complessità del progetto, alle competenze richieste e al livello di coinvolgimento del professionista:
Le quote possono essere rimodulate in funzione dell’effettiva partecipazione del dirigente al progetto.
Quali progetti possono essere presentati?
Le progettualità possono riguardare attività molto diverse, purché producano un miglioramento concreto dell’organizzazione o della qualità dei servizi.
Tra gli esempi già sviluppati negli anni precedenti e illustrati durante il webinar organizzato da CISL Medici Emilia Romagna figurano:
L’obiettivo non è aumentare semplicemente il volume di attività, ma investire sulla qualità, sulla formazione, sull’innovazione organizzativa e sul miglioramento dei percorsi assistenziali.
Come si presenta un progetto?
I criteri per la predisposizione e la validazione delle progettualità sono definiti dall’accordo applicativo aziendale già in vigore.
Le proposte vengono elaborate dalle Unità Operative e dai Dipartimenti, valutate dalla Direzione Sanitaria e successivamente validate dall’Organismo Aziendale competente, sulla base di obiettivi misurabili, indicatori di risultato e modalità di rendicontazione.
L’impegno di CISL Medici: trasparenza e pari opportunità
Contestualmente alla firma dell’accordo, CISL Medici Romagna ha allegato una specifica nota a verbale nella quale chiede:
L’obiettivo è fare in modo che tutti i dirigenti abbiano la possibilità di conoscere le opportunità offerte dai fondi residui e partecipare in condizioni di equità.
A chi rivolgersi
I dirigenti interessati possono chiedere informazioni:
L’invito di CISL Medici è quello di cogliere questa opportunità: i fondi residui rappresentano una risorsa importante per riconoscere il valore del lavoro dei dirigenti sanitari e promuovere progetti che migliorino concretamente l’organizzazione, la qualità dell’assistenza e la crescita professionale all’interno dell’AUSL della Romagna.
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