Il ruolo del veterinario nella sanità pubblica e nella sicurezza alimentare
CISL Medici Emilia-Romagna: valorizzare una professione fondamentale per la salute collettiva
La figura del veterinario riveste un ruolo centrale all’interno del sistema sanitario nazionale, in particolare per due funzioni essenziali:
la tutela della salute umana attraverso il controllo della salute degli animali e la salubrità dei prodotti di origine animale;
la tutela del patrimonio zootecnico, risorsa economica e culturale del Paese.
La salute umana e quella animale sono strettamente interconnesse. È su questo principio che si fonda l’approccio “One Health”, oggi riconosciuto a livello internazionale come la chiave per prevenire e controllare le malattie trasmissibili tra uomo e animale, tutelare la sicurezza alimentare e salvaguardare la sostenibilità delle produzioni agricole e zootecniche.
Questo approccio, cuore della strategia europea “Dal produttore al consumatore”, è anche la base per un sistema agroalimentare più sicuro, equo e competitivo.
Un esempio concreto: l’influenza aviaria e il rischio di “salto di specie”
Negli ultimi anni, casi come l’epidemia di influenza aviaria esplosa negli Stati Uniti nel 2022 dimostrano quanto il legame tra salute animale e salute umana sia cruciale. L’epidemia ha comportato l’abbattimento di milioni di volatili e ha registrato casi di infezione anche in mammiferi, come gatti di allevamento, e in alcune persone, una delle quali deceduta. Sebbene il caso umano presentasse patologie pregresse, episodi come questo confermano la necessità di un monitoraggio veterinario capillare e costante, capace di prevenire rischi di “salto di specie” e la diffusione di nuovi ceppi virali.
Un settore vitale per l’economia italiana
Il comparto agroalimentare è uno dei pilastri dell’economia nazionale. Nel 2024, le esportazioni italiane hanno raggiunto livelli record, con un incremento del 7,9% per i prodotti alimentari e del 5,1% per i prodotti agricoli, avvicinandosi alla soglia dei 70 miliardi di euro di export (dati Ministero dell’Agricoltura, 2025).
Secondo l’ISTAT, nel 2023 l’agroalimentare ha rappresentato circa il 4% del PIL nazionale, percentuale che sale al 7,7% includendo distribuzione e ristorazione e al 15% se si considerano logistica e trasporti.
A livello europeo, l’Italia contribuisce con il 16,9% del valore aggiunto agricolo e con l’11,9% del valore dell’industria alimentare, posizionandosi al terzo posto dopo Germania e Francia.
Settori come il lattiero-caseario, la macellazione delle carni e gli elaborati alimentari rappresentano i comparti trainanti, sostenuti da una rete di oltre 1,3 milioni di lavoratori tra agricoltura e industria alimentare.
Il contributo della sanità pubblica veterinaria
Dietro questi risultati si cela il lavoro continuo e qualificato della sanità pubblica veterinaria, impegnata quotidianamente nel garantire:
il mantenimento delle qualifiche sanitarie degli allevamenti e dei territori;
il controllo igienico-sanitario degli stabilimenti di trasformazione;
la sicurezza delle importazioni e delle esportazioni di alimenti e materie prime;
la prevenzione delle zoonosi e delle malattie infettive emergenti.
I veterinari pubblici operano su tutti i livelli locale, regionale e nazionale, e sono presenti anche nei posti di controllo frontalieri, dove verificano le merci di origine animale e vegetale provenienti dai Paesi terzi, garantendo la conformità agli standard europei e internazionali.
Il ruolo del sindacato: tutelare e valorizzare la professione
La CISL Medici Emilia-Romagna ribadisce la necessità di tutelare e valorizzare la figura del veterinario pubblico, professionista altamente qualificato e imprescindibile per la sicurezza sanitaria e alimentare del Paese.
In un contesto dove il peso numerico di altre categorie professionali rischia di prevalere, è fondamentale preservare l’autonomia, la visibilità e la rappresentanza dei veterinari all’interno del sistema sanitario pubblico e delle sedi contrattuali.
“La sanità pubblica veterinaria — afferma CISL Medici Emilia-Romagna — rappresenta un presidio di garanzia per i cittadini e per l’intero comparto agroalimentare. Difendere questa professionalità significa difendere la salute, la qualità delle nostre produzioni e la credibilità internazionale del Made in Italy.”
Il ruolo del veterinario nella sanità pubblica e nella sicurezza alimentare
CISL Medici Emilia-Romagna: valorizzare una professione fondamentale per la salute collettiva
La figura del veterinario riveste un ruolo centrale all’interno del sistema sanitario nazionale, in particolare per due funzioni essenziali:
La salute umana e quella animale sono strettamente interconnesse. È su questo principio che si fonda l’approccio “One Health”, oggi riconosciuto a livello internazionale come la chiave per prevenire e controllare le malattie trasmissibili tra uomo e animale, tutelare la sicurezza alimentare e salvaguardare la sostenibilità delle produzioni agricole e zootecniche.
Questo approccio, cuore della strategia europea “Dal produttore al consumatore”, è anche la base per un sistema agroalimentare più sicuro, equo e competitivo.
Un esempio concreto: l’influenza aviaria e il rischio di “salto di specie”
Negli ultimi anni, casi come l’epidemia di influenza aviaria esplosa negli Stati Uniti nel 2022 dimostrano quanto il legame tra salute animale e salute umana sia cruciale.
L’epidemia ha comportato l’abbattimento di milioni di volatili e ha registrato casi di infezione anche in mammiferi, come gatti di allevamento, e in alcune persone, una delle quali deceduta.
Sebbene il caso umano presentasse patologie pregresse, episodi come questo confermano la necessità di un monitoraggio veterinario capillare e costante, capace di prevenire rischi di “salto di specie” e la diffusione di nuovi ceppi virali.
Un settore vitale per l’economia italiana
Il comparto agroalimentare è uno dei pilastri dell’economia nazionale. Nel 2024, le esportazioni italiane hanno raggiunto livelli record, con un incremento del 7,9% per i prodotti alimentari e del 5,1% per i prodotti agricoli, avvicinandosi alla soglia dei 70 miliardi di euro di export (dati Ministero dell’Agricoltura, 2025).
Secondo l’ISTAT, nel 2023 l’agroalimentare ha rappresentato circa il 4% del PIL nazionale, percentuale che sale al 7,7% includendo distribuzione e ristorazione e al 15% se si considerano logistica e trasporti.
A livello europeo, l’Italia contribuisce con il 16,9% del valore aggiunto agricolo e con l’11,9% del valore dell’industria alimentare, posizionandosi al terzo posto dopo Germania e Francia.
Settori come il lattiero-caseario, la macellazione delle carni e gli elaborati alimentari rappresentano i comparti trainanti, sostenuti da una rete di oltre 1,3 milioni di lavoratori tra agricoltura e industria alimentare.
Il contributo della sanità pubblica veterinaria
Dietro questi risultati si cela il lavoro continuo e qualificato della sanità pubblica veterinaria, impegnata quotidianamente nel garantire:
I veterinari pubblici operano su tutti i livelli locale, regionale e nazionale, e sono presenti anche nei posti di controllo frontalieri, dove verificano le merci di origine animale e vegetale provenienti dai Paesi terzi, garantendo la conformità agli standard europei e internazionali.
Il ruolo del sindacato: tutelare e valorizzare la professione
La CISL Medici Emilia-Romagna ribadisce la necessità di tutelare e valorizzare la figura del veterinario pubblico, professionista altamente qualificato e imprescindibile per la sicurezza sanitaria e alimentare del Paese.
In un contesto dove il peso numerico di altre categorie professionali rischia di prevalere, è fondamentale preservare l’autonomia, la visibilità e la rappresentanza dei veterinari all’interno del sistema sanitario pubblico e delle sedi contrattuali.
“La sanità pubblica veterinaria — afferma CISL Medici Emilia-Romagna — rappresenta un presidio di garanzia per i cittadini e per l’intero comparto agroalimentare. Difendere questa professionalità significa difendere la salute, la qualità delle nostre produzioni e la credibilità internazionale del Made in Italy.”
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