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Manovra 2026
admin Novembre 13, 2025 0 Comments

Manovra 2026: più risorse alla sanità, ma senza una rotta chiara. La posizione di CISL Medici Emilia-Romagna

Il Consiglio dei ministri ha approvato la bozza della Legge di Bilancio 2026. Al Servizio sanitario nazionale arrivano risorse aggiuntive rispetto al 2025, ma il quadro che ne emerge è ancora frammentato e poco orientato a risolvere i nodi strutturali che ogni giorno vediamo nei nostri ospedali e nei servizi territoriali dell’Emilia-Romagna.

I numeri ufficiali

Per il 2026 il finanziamento complessivo del Fondo sanitario nazionale salirebbe a circa 142,9 miliardi di euro, ossia oltre 6,3 miliardi in più rispetto al 2025. L’incremento diretto imputato alla manovra è di 2,4 miliardi (che si sommano a risorse già programmate negli anni precedenti). Nel triennio 2026-2028, gli stanziamenti aggiuntivi complessivi ammonterebbero a 7,7 miliardi.

Accanto all’aumento del FSN, il Governo annuncia misure per assunzioni e rafforzamento delle indennità/contrattazione: tra le ipotesi ricorrenti 6–7 mila assunzioni aggiuntive, potenziamento dei fondi per contrattazione e indennità dal 2026, e risorse mirate per la riduzione delle liste d’attesa. I dossier settoriali parlano anche di aumenti in busta paga e di un rafforzamento della prevenzione.

Dove il conto non torna

Sebbene l’aumento in valore assoluto sia positivo, il peso della spesa sanitaria sul PIL continuerebbe a calare intorno al 5,9%, ben lontano dal livello necessario a recuperare inflazione, innovazioni, nuovo fabbisogno e arretrati organizzativi. In altre parole, più soldi “nominali” ma meno sanità “reale” in rapporto all’economia.

Inoltre, le misure appaiono parcellizzate: tanti capitoli e micro-fondi, senza un disegno unico su reclutamento, retention e riorganizzazione dei percorsi di cura (ospedale-territorio, pronto soccorso, cronicità). È un limite segnalato da più analisi di settore.

L’impatto in Emilia-Romagna

Nella nostra regione, che mantiene alti livelli di appropriatezza e qualità, la priorità è mettere personale dove serve (emergenze-urgenze, medicina interna, anestesia-rianimazione, pediatria, medicina generale convenzionata), stabilizzare i precari e coprire i turni senza abusare di straordinari. Le risorse in manovra possono aiutare solo se arrivano presto e con regole chiare: niente nuovi tetti che strangolano assunzioni e contratti, riparto FSN coerente con fabbisogno, popolazione, mobilità sanitaria e carichi di pronto soccorso.

Le nostre richieste al Governo e alla Regione

  1. Alzare il target di spesa sanitaria/PIL con un cronoprogramma triennale: obiettivo minimo tornare sopra il 6,5% nel medio periodo. Gli stanziamenti dell’articolato devono essere coerenti con questa traiettoria, non solo “una tantum”.
  2. Sblocco selettivo delle assunzioni con un Piano straordinario di personale 2026-2028 per emergenza-urgenza, reparti ad alta intensità, medicina del territorio e servizi di prevenzione. Evitare di finanziare le liste d’attesa solo con straordinari, misura costosa e usurante.
  3. Contrattazione e indennità: rendere strutturali i fondi aggiuntivi e vincolarli a indennità di reparto “disagiate”, lavoro notturno/festivo e posti difficili da coprire (aree periferiche o reparti ad alta pressione).
  4. Riparto FSN più equo e trasparente: introdurre pesi legati a cronicità, età, deprivazione sociale, flussi di mobilità e volumi di accesso in PS. Avviare la revisione dei criteri già nel decreto di riparto 2026.
  5. Stabilizzazioni rapide dei professionisti che hanno garantito i servizi negli anni post-pandemici; tutele per chi rientra dal privato-intra o dalle cooperative; percorsi di carriera per attrarre giovani medici in formazione.
  6. Investimenti su territorio e prevenzione: case di comunità e medicina di famiglia devono avere team completi (medico, infermiere di famiglia/comunità, specialisti ambulatoriali, psicologo, assistente sociale) e agende integrate con l’ospedale.
  7. Tecnologie e farmaci innovativi: incrementare i fondi vincolati per innovazione e HTA, con percorsi rapidi di rimborsabilità e monitoraggio degli esiti.

“Liste d’attesa”: basta soluzioni tampone

Siamo contrari a un modello che affronti le liste d’attesa a colpi di straordinari o sedute aggiuntive non strutturali: si brucia personale e non si cambia l’organizzazione. Servono più unità in pianta organicaagende uniche ospedale-territorio, estensione della presa in carico per cronicità e governance seria dei volumi, anche con pre-ospedalizzazione e protocolli di priorità condivisi.

Manovra 2026 – Servono scelte politiche nette

La Manovra 2026 manda un segnale: più risorse ci sono, ma non basta sommare capitoli per curare un SSN stanco. Dal nostro punto di vista, servono scelte politiche nette su personale, organizzazione e riparto. L’Emilia-Romagna è pronta a fare la sua parte; al Governo chiediamo di mettere i professionisti nelle condizioni di restare e curare meglio, con regole semplici, fondi stabili e obiettivi misurabili.

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