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Crisi sistema sanitario
admin Febbraio 26, 2024 0 Comments

Dopo aver sostenuto l’impatto della pandemia, il Ssn soffre di una crisi sistemica, aggravata dalla “fuga” di medici e personale sanitario, non adeguatamente pagati. Questa crisi di sostenibilità del sistema sanitario non garantisce più a cittadine e cittadini un’effettiva equità di accesso alle prestazioni sanitarie.

L’allarme è stato lanciato dalla Corte dei conti durante la cerimonia d’inaugurazione dell’atto giudiziario 2024.

La tendenza, ormai già da diversi anni, appare lenta ma costante. – sottolinea la Corte – Da un Servizio Sanitario Nazionale incentrato sulla tutela del diritto costituzionalmente garantito, a tanti diversi sistemi sanitari regionali, sempre più basati sulle regole del libero mercato.

Questa crisi richiede, a livello nazionale e regionale, decisioni ed investimenti immediati, nei campi dell’organizzazione, delle strutture, della formazione e delle retribuzioni del personale sanitario.

SPESA SANITARIA

La spesa sanitaria –dichiara la Corte – è oggi, dopo la difficile fase pandemica, alla ricerca di nuovi equilibri. Nel 2022 in termini di contabilità nazionale le spesa ha segnato una riduzione in termini di prodotto e assume, nelle previsioni del governo nel DEF 2023, un profilo in continua flessione anche nel prossimo triennio. Una “normalizzazione” in attesa che i fenomeni demografici portino a nuovi incrementi.

Per quanto riguarda i conti regionali, nel 2022 seppur a tassi più contenuti dello scorso biennio, la spesa sanitaria ha continuato a crescere più delle entrate, costringendo le amministrazioni a dirottare più risorse per mantenere i bilanci in equilibrio. Inoltre, la spesa pro-capite varia notevolmente tra le regioni, evidenziando differenze nei modelli di assistenza a livello regionale.

SERVIZI DI EMERGENZA URGENZA

Seconda la relazione della Corte, continuano a segnalarsi situazioni di inefficiente utilizzo delle risorse ospedaliere e, al contempo, una inadeguatezza della rete territoriale.

Gli indicatori degli accessi ai pronto soccorso, diminuiti durante la pandemia, sono aumentati di nuovo nel 2021, mettendo in luce che in numerose realtà territoriali ci si rivolge agli ospedali come principale o unico punto di assistenza.

“Difficoltà che trovano riscontro sia nel ritardo con cui è stato possibile recuperare le liste d’attesa dei ricoveri e della specialistica ambulatoriale accumulate durante la pandemia, sia nelle problematiche relative al personale soprattutto ospedaliero. Permangono le carenze di organico e si aggravano criticità nel funzionamento dei servizi di emergenza e urgenza” conclude la Corte.

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