Incontri

Incontri con i rappresentanti istituzionali

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Apericena con il Presidente Paolo Zoffoli e il Segretario regionale generale Marisa Faraca per un confronto condiviso con i medici della Cisl in previsione del Piano sanitario regionale di riorganizzazione ospedaliera e delle Case della Salute.

Marisa Faraca
Presidente Regionale
12/06/2016

1 marzo 2013 Parma Convegno " L'ERRORE IN ARS MEDICA dalla medicina difensiva alla medicina di avanguardia"

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SE IL MEDICO SBAGLIA DEVE SEMPRE PAGARE? E COME PAGA, SE NON C’È CHI LO ASSICURA? L’articolo “Cure sbagliate in Ospedale: a rischio i risarcimenti, comparso su Il Corriere della Sera il 24/02/2013 è un resoconto del rapporto della “Commissione Parlamentare di inchiesta su errori e disavanzi in sanità” che ha messo a fuoco aspetti emergenti e allarmanti circa la copertura assicurativa dei medici e di chi lavora in sanità. Il problema esiste da tempo ma assume ora dimensioni preoccupanti, in particolare per i medici libero-professionisti o operanti in strutture private, per i quali il “Decreto Balduzzi” ha previsto l’obbligo di assicurazione per la responsabilità civile derivante da colpa grave. Per contro, le compagnie assicurative non sono obbligate ad assicurare le strutture sanitarie e gli ospedali pubblici dal canto loro, in genere preferiscono non assicurare i medici dipendenti perché i costi assicurativi superano quelli della liquidazione dei danni derivanti da errori. Il contesto è dunque quello di un aumento esponenziale della richiesta di risarcimenti con il risultato che alcune categorie professionali ad “alto rischio” siano assicurabili solo pagando premi elevatissimi o non siano affatto assicurabili (è il caso di alcune chirurgie come la cardiochirurgia, la ginecologia/ostetricia o la neurochirurgia). Questa situazione ricorda quella di alcuni Stati degli USA (Illinois, Florida) dove il Governo Federale è dovuto intervenire per calmierare le tariffe assicurative per alcuni specialisti che le compagnie si rifiutavano di assicurare. Anche nel nostro Paese alcune Società scientifiche di Chirurgie specialistiche e alcune sigle Sindacali ( come la Cisl medici) si stanno muovendo per risolvere il problema. Si tratta di un tema complesso. E' vero che l’errore medico è il primo fattore da considerare. Ma ne coesistono altri: - il deterioramento del rapporto medico-ammalato - la salute intesa come “diritto alla salute” anziché come "diritto alla assistenza" - un contesto che “soffia per lucrare” sulle possibili richieste di risarcimento (come da pubblicità su radio o TV) - soprattutto una legislazione ancora confusa e incompleta . Le possibili conseguenze di tutto questo sono ormai esperienza quotidiana: la medicina difensiva spinta e il rifiuto da parte del medico di trattare i pazienti più a “rischio”. Non ci sembrano conseguenze da poco. Ogni aspetto considerato deve avviare una riflessione che orienti i passi in un lavoro fino a proposte in sede legislativa; Forse l’esempio americano non è così’ distante da noi…

Marisa Faraca
Presidente Regionale
01/03/2013

Richiesta incontro Lusenti dicembre 2012 su proposta provvedimenti spending review

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Prot. n. 24/12 ​​​​​​ Bologna, 21 dicembre 2012 All’Assessore alle Politiche per la Salute Dott. Carlo LUSENTI​​ Regione Emilia Romagna Via Aldo Moro, 21 B O L O G N A L’Intersindacale della Dirigenza Medica e Sanitaria della Regione Emilia Romagna riunitasi a Bologna in data 12/12/2012, per un confronto in merito ai provvedimenti presentati dall’Assessore Carlo Lusenti relativamente al Piano Straordinario di sostenibilità del sistema di assistenza e cura emiliano romagnolo, presentato nell’incontro con le OO. SS. in data 22 novembre u.s., ritiene di esprimere le seguenti considerazioni: 1) Passaggio a tre fasce per il pagamento delle prestazioni Non si può prescindere dall’utilizzare il tavolo tecnico, già in essere, per comprendere meglio e condividere le ricadute a carico del personale sanitario regionale. Le perplessità riguardano: • la sicurezza di garantire i percorsi clinico assistenziali per i pazienti che vivono nelle realtà dove opereranno gli ospedali di prossimità. • la tenuta degli ospedali pubblici , che vengono sostanzialmente finanziati a rimborso dei DRG , soprattutto degli ospedali collocati in fascia B per i quali si prevede una riduzione delle tariffe pari all’8%. Risulta necessario un preliminare approfondimento sulla opportunità : • di mantenere strutture ospedaliere povere di competenze specialistiche a fronte della esigenza di disporre di un maggior numero di letti di lungoassistenza vicini al domicilio dei pazienti • di ridurre/eliminare, ogni ridondanza e dispersione delle prestazioni. 2) Blocco turn – over Il blocco non deve avvenire in modo lineare, a cascata, ma in maniera ragionata. Devono essere esclusi dal blocco i servizi di emergenza-urgenza, le assenze lunghe per gravidanza , nel rispetto della femminizzazione del ruolo sanitario, e per grave malattia. La riorganizzazione dei servizi, deve, a nostro avviso, avvenire nella salvaguardia dei principi di appropriatezza clinica e gestionale (paziente giusto al posto giusto e nel momento giusto) mantenendo al proprio posto il personale direttamente impegnato nell’erogazione dei servizi alla popolazione Deve essere ben chiaro che qualsiasi significativa riduzione delle risorse economiche e professionali, si assocerà a proporzionali riduzioni delle attività erogate e all’impossibilità di garantire i livelli prestazionali dell’ anno precedente. Nell’ottica del risparmio e della razionalizzazione della spesa pubblica, si chiede, con forza, il blocco delle consulenze e della collaborazioni esterne, saltuarie e continuative, regionali ed aziendali, vietandone contestualmente il rinnovo alla scadenza naturale. Si ritiene che si debba inoltre procedere all’eliminazione dei cosiddetti “comandati”, consentendo così il rientro di forza-lavoro nelle Aziende di appartenenza. Le decisioni positive, prese in merito alle ultime richieste, se accolte, potranno essere esempi di buona amministrazione e di risparmi, da utilizzare per una politica del recupero e stabilizzazione del precariato, nell’ottica di una valorizzazione delle risorse interne, in una logica di continuità e di prospettiva. Siamo sicuri che : investire in prevenzione, ovvero costruire condizioni ed idonea cultura per creare salute, possa portare, in tempi adeguati, ad un’ampia razionalizzazione dei costi; ridurre al minimo i tempi lavoro dedicati alla “burocrazia” possa contribuire a trasferire risorse umane ed economiche all’assistenza; Appare opportuno pianificare un percorso regionale di marketing per aumentare le prestazioni in regime di Simil ALPI e di intramoenia, utilizzando ogni strumento contrattuale disponibile. Per concludere, in merito a questo tema, si ritiene fondamentale, ai fini della razionalizzazione delle spese, e imprescindibile, nel momento in cui si riducono le risorse in periferia, riorganizzare l’intero sistema a partire dalla struttura macro regionale. 3) Riduzione del 10% dei beni e servizi Si esprime perplessità sulla possibilità concreta di realizzare tale obiettivo, visti i buoni risultati già ottenuti in questi ultimi anni . La obsolescenza delle attrezzature, delle tecnologie e dei dispositivi sanitari in uso incrementano il rischio clinico, impattando in modo negativo sugli aspetti assicurativi e medico legali. Deve essere salvaguardato il piano di investimento per le nuove tecnologie e devono essere reinvestite le quote di ammortamento. Per poter contribuire positivamente e con un confronto costruttivo, in occasione di un prossimo incontro, che si auspica a breve, si richiede che siano forniti i seguenti dati: - numero, ruoli, posizioni e forme lavorative (ad es. part time) dei professionisti per singole realtà aziendali e dipartimentali attualmente in essere, in un ottica di genere - numero di pensionamenti prevedibili distribuiti per categoria professionale e per azienda; - piano assunzioni e stabilizzazioni per i prossimi anni 2013-2014, - consistenza economica delle consulenze libero professionali assegnate dalla regione e - dalle aziende, comprensive di tutte le forme contrattuali non riconducibili ai contratti a tempo indeterminato; - consistenza dei finanziamenti attualmente erogati ad ARPA, CEVEAS e AGEFOR a fronte delle prestazioni erogate negli ultimi anni per il SSR; - progetti in atto nelle Aree Vaste in modo da poter contribuire alla discussione. ​ Concludendo, si condividono sul piano politico le considerazioni generali e le preoccupazioni espresse dall’Assessore sulla riduzione dei finanziamenti per il SSN realizzata con le manovre economiche succedutesi sia per intervento del Governo Berlusconi che successivamente per opera del Governo Monti . I tagli lineari non tengono conto delle realtà virtuose come quella della Regione Emilia Romagna e hanno riportato alla ribalta del dibattito Politico Nazionale il Tema della sostenibilità SSN, sistema tuttora sottofinanziato. Tutti gli indicatori internazionali continuano a segnalare che l'Italia spende meno degli altri partner europei in valori assoluti e in percentuale sul Pil. Il paese ha il finanziamento e la spesa sanitaria, sia pubblica che complessiva, più bassi della media UE, la spesa sanitaria rappresenta oggi il 9% del PIL nazionale, Le OO.SS. Mediche e Sanitarie pur condividendo gli obiettivi di tutela del SSN e SSR, ritengono che non si debbano negare ai Cittadini i servizi di qualità ad oggi forniti e che non si possano chiedere agli operatori ulteriori sacrifici Occorre fare scelte razionali nel breve periodo, rivedere l'Organizzazione e l'Offerta di Servizi attraverso l'utilizzo di nuovi strumenti di coinvolgimento dei Cittadini e dei Professionisti della Sanità. Disponibili al confronto con spirito di collaborazione nel comune obiettivo di salvaguardare il SSR universalistico, restano in attesa della convocazione per un successivo confronto. Cordiali saluti. ​​​ ​​​​​​​​Per L’INTERSINDACALE ​​​​​​​​​Regione Emilia Romagna ​​​​​​​ ANAAO ASSOMED * SDS SNABI * AAROI-EMAC * ANPO-ASCOTI-FIALS * CGIL MEDICI * CISL MEDICI * UIL MEDICI * AUPI * FESMED * FASSID-SNR-SIMET * CIMO * UIL MEDICI * CIDA SIDIRSS * SIVEMP-FVM * AIPAC * SINAFO

Marisa Faraca
Presidente Regionale
21/12/2012

LA SEGRETERIA
Presidente regionale: Dott.ssa Marisa Faraca

La segreteria regionale:
Dott.ssa Antonella Squerzanti, Dott.ssa Silvia Garuti, Dott. Marco Limarzi

BOLOGNA - IMOLA
Segretario Area metropolitana Bolognese: Dott.ssa Marisa Faraca
Segretario territoriale: Dott.ssa Laura Tosi
Segretario territoriale convenzionati: Dott.ssa Micaela Bonavia
Segretario aziendale AUSL Bologna: Dott.ssa Laura Tosi
Segretario aziendale AOU Bologna: Dott. Pierluigi La Porta
Segretario aziendale AUSL Imola: Dott.ssa Rita Margotti
Segretario aziendale IOR: Dott.ssa Milva Battaglia

FERRARA
Segretario territoriale: Dott.ssa Antonella Squerzanti
Segretario territoriale convenzionati: Dott.ssa Maria Eugenia Zanzani
Segretario aziendale AUSL Ferrara: Dott. Lucio Andreotti
Segretario aziendale AOU Ferrara: Dott.ssa Antonella Squerzanti

MODENA - REGGIO EMILIA
Segretario territoriale: Dott.ssa Annalisa Pilia
Segretario territoriale convenzionati: Dott. Glauco Pinotti
Segretario aziendale AUSL Modena: Dott. Stefano Mancini
Segretario aziendale AOU Modena: Dott. Adolfo Folloni
Segretario aziendale AUSL Reggio Emilia: Dott.ssa Annalisa Pilia
Segretario aziendale AOU Reggio Emilia: Dott. Domenico Di Viesti

PARMA - PIACENZA
Segretario territoriale: Dott.ssa Mirella Melegari
Segretario territoriale convenzionati: Dott.ssa Claudia Guareschi
Segretario aziendale AUSL Parma: Dott.ssa Mirella Melegari
Segretario aziendale AOU Parma: Dott. Fabio Pessina
Segretario aziendale AUSL Piacenza: Dott. Silvio Anelli

ROMAGNA
Segretario territoriale: Dott. Federico Zanzi, Dott. Marco Limarzi
Segretario territoriale convenzionati: Dott.ssa Maria Eugenia Zanzani
Segretari aziendali AUSL Romagna: Dott. Federico Zanzi, Dott. Marco Limarzi